Historica

Venere ericina (2)

Il culto più importante della Sicilia occidentale fu certamente quello di Afrodite, localizzato sulla spianata del monte Erice.

Testa e tempio di Venere Ericina

La prima testimonianza del tempio della dea ericina ci viene offerta da Diodoro (IV, 83) il quale afferma che Erice, figlio di Afrodite, fondò la città eponima e costruì un tempio dedicato alla madre; aggiunge inoltre che il tempio era molto venerato dagli abitanti del luogo, poi dal troiano Enea, e ancora da sicani, cartaginesi, cioè punici, infine dai romani; dunque una lunga serie di popolazioni che veneravano la divinità e che ci testimoniano dell’antichità del culto. La testimonianza è preziosa anche perché attesta, nel mondo religioso sicano, una divinità femminile che per le sue caratteristiche è stato possibile ai fenici identificare con Astarte e ai greci con Afrodite.

Se si accetta l’ipotesi dell’origine frigia o focese degli elimi è possibile che questa popolazione, giunta in territorio sicano, abbia trovato nella divinità ericina le condizioni favorevoli per sovrapporvi un culto di Afrodite importato dalla cultura egeo-anatolica; alla stessa maniera da un influsso di origine selinuntina, per certe affinità di culto, specie nella sacra prostituzione, deriva l’identificazione della dea con l’Afrodite ellenica. Infine la presenza di attributi quali la colomba o l’accostamento del genietto alato, attestato dalla monetazione antica, che sono elementi fondamentali della dea egeo-minoica della natura feconda, confermano lo stato mediterraneo nei sicani della tradizione.

Altri attributi della dea sono la presenza della spiga, come naturale riferimento alla fecondità della terra nonché la leggenda secondo cui al mattino la dea con la rugiada cancellava le tracce dell’olocausto fatto la sera precedente, simbolo questo dell’influsso benefico della rugiada nella vegetazione, specie d’estate (AELIAN., Var. hist., X, 50). Nella rugiada si vedeva la protezione della dea ed è forse degno di qualche interesse la fede che ancora ai nostri giorni, il popolo trapanese, attribuisce alla brezza notturna: si crede che essa scenda come benedizione del cielo sugli abiti e i vestiti che si espongono all’aria aperta durante la notte.

In seguito alla testimonianza diodorea è possibile dunque parlare di un culto mediterraneo, proprio dei sicani, poi acquisito dagli elimi e dai fenici, non è però da escludere che alcuni elementi orientali si siano sovrapposti al culto sicano nel momento dell’insediamento dei fenici nelle coste occidentali dell’isola. Diodoro ci parla chiaramente dei punici come successori dei sicani nel culto del santuario ed è sotto questo aspetto che noi conosciamo l’Astarte ericina: Aschtoreth erech, questo il nome secondo un’epigrafe trascritta dal Cordici. Nelle monete elleniche coniate dalla città di Erice a partire dal V sec. av. Cr. la dea è rappresentata seduta con davanti il piccolo Eros fermo o volante, e altri attributi quali la colomba o un albero; nel rovescio altri simboli come il cane, la ruota, le spighe, la croce ansata o una figura sacrificante. E’ difficile stabilire quali di questi simboli appartengano all’originario substrato sicano e quali siano posteriori, di origine fenicia; certamente il cane è animale sacro nel mondo semitico, la ruota, che allude alla navigazione, è anch’essa di origine orientale; al patrimonio indigeno e al concetto primordiale della dea si rifanno certamente la spiga e la svastica. Ancora di carattere orientale la prostituzione che l’etnografia spiega col costume primitivo della exogamia, per cui la prima unione delle giovani non poteva essere con persona della tribù ma con uno straniero. Le monete che presentano una donna sacrificante, forse una hierodoula, e le altre che presentano un albero come indicazione d’ambiente nella rappresentazione della dea seduta, assieme  alla notizia di Eliano che parla di un altare in cui cadeva la rugiada, ci permettono di immaginare il primitivo culto sicano come avente sede in un recinto con altare all’aperto, e ciò si accorda con le nostre conoscenze sulla religione mediterranea.

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