Historica

Dee e Madonne. Vergini e Madri.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un bel blog “Beni culturali 3.0” e da lì, attraverso i commenti sono arrivato a “Senza filo” e “Soliloquio in compagnia“. Tre persone colte e interessanti, a cui ho detto che avrei partecipato alle loro discussioni. A partire da oggi pubblicherò alcuni post tratti da un mio articolo di qualche anno fa sulla presenza di elementi pagani nella religiosità popolare in Sicilia.

VenusWillendorfE’ stato affermato da più parti che la religiosità di Sicilia non è altro che un paganesimo incrostato di cristianesimo e che pertanto i fenomeni religiosi odierni vanno studiati alla luce di questo passato che continua a permeare di sé la nostra Isola. Questo passato non vive devitalizzato, inerte ma mantiene una sua interna motilità conservando persistenze sacrali che possono provenire addirittura dalla preistoria. Sappiamo in effetti che il sacro, per sua natura, è conservatore, si automantiene, tende ad una continua autoaffermazione, in virtù di un principio secondo il quale dei, culti, miti che sono serviti e che hanno avuto validità una volta possono continuare a svolgere le loro funzioni nei riguardi dei fedeli nonostante il passare del tempo e il mutare delle situazioni storiche.

Il paganesimo dunque in Sicilia non sopravvive ma vive con efficacia sacrale! Per esempio a Siracusa il tempio di Minerva è stato intitolato alla Vergine; ad Erice, il tempio di Venere a S. Maria delle Nevi; a Lilibeo l’area di Apollo e l’oracolo della Sibilla sono diventati santuari di S. Giovanni Battista. Potremmo continuare il discorso allargandolo a tutta la cristianità dicendo ancora che a gennaio la festa della Circoncisione coincide con le feste di Giano, a febbraio la Candelora ricorda le Lupercali, e ancora che le Rogazioni hanno sostituito gli Ambarvalia e così via.

potnia-theron-catal-huyukIn termini culturali la storia di Sicilia può essere vista come una costante vicenda di resistenze al sopraggiungere di culture dominatrici sempre nuove, che hanno apportato idee religiose estranee. Dai tempi dei Lestrigoni e dei Ciclopi l’isola è stata invasa da popolazioni sempre diverse, Sicani, Siculi, Elimi, Greci, Fenici portatori di sempre nuovi usi, abitudini, culti a cui i precedenti abitatori hanno sempre opposto resistenza culturale per difendere il loro patrimonio antropologico, la propria identità. Perché non sarebbe dovuto succedere la stessa cosa anche con il Cristianesimo e poi con l’Islamismo? Non appaia dunque strana l’affermazione che in Sicilia permangano delle sacche di paganesimo, e non suoni offensiva l’affermazione che i più ferventi cristiani possono rivelarsi, sotto questa luce, i più autentici pagani.

Andiamo dunque a svolgere questo nostro discorso partendo dai due principi sopraddetti cioè quello del carattere conservatore della religione e quello del paganesimo come substrato del cristianesimo.

In prima istanza il nostro compito sarà quello di comprendere la numerosa presenza di Madonne nel territorio dell’Isola; di fronte ai Santi di genere maschile, le Sante e le Madonne superano di gran lunga i primi, ed il fenomeno non può essere, di certo, casuale. Diciamo subito che esso si inserisce in una persistenza mitica del culto della Grande Madre mediterranea, a cui la Madonna cristiana si sostituì; in seguito, la grande diffusione del culto Mariano, innestatosi in quello della Grande Madre, produsse le numerose e varie Sante e Madonne: Grande Madre, Madonna cristiana, Sante e Madonne odierne sono uno sviluppo sacrale di cui dobbiamo necessariamente tenere conto.

magna materIn seguito la nostra analisi sarà più articolata e precisa: per ora ci basti dire, per affermare il nostro assunto, che se la Grande Madre preindoeuropea era Vergine e Madre, Vergine e Madre è anche la Madonna cristiana, e Vergini e Madri sono chiamate molte Sante e Madonne. Ciascuno potrà rendersi conto da solo, leggendo le preghiere che accompagnano i “santini”, che Madre e/o Vergine sono gli epiteti che più ricorrono in essi. Di certo i due epiteti accostati, Vergine e Madre sembrano contraddittori se noi ci facessimo fuorviare da rozze considerazioni fisiologiche, tutto invece andrà chiarito sul piano sacrale, immettendoci nel mito della Grande Madre, nei caratteri derivati ed assorbiti dalla Madonna cristiana e nei significati mitologici che sono inerenti agli aspetti contemporanei dei termini Vergine e Madre.

La Grande Madre è l’ipostasi della Terra; con il ciclo di questa essa identifica la sua vicenda mitica. Ogni anno la dea, come la terra i suoi frutti, fa nascere un suo figlio, che diventa anche il suo sposo, con cui si accoppia: il cosiddetto paredro.

PlacchettaOsseaRiparoGabanNeoliticoanticoDeaDellaFeconditaQuesti, dopo la nascita, vive, poi muore, e poi ancora rinasce, in similitudine col ciclo della natura. La Grande Dea ha generato da sola il suo paredro: e infatti nulla esisteva prima di lei. Essa quindi diventa madre nel partorire il figlio-sposo-paredro e ridiventa vergine nel ciclo successivo, in una sorta di ripetizione mitica che corrisponde alla vicenda stagionale della natura. La dea, quindi, è madre e vergine nel suo incessante ripetere la ciclicità stagionale.

La Grande Madre, nella religiosità mediterranea, è signora di tutto, in quanto essa è la Terra; signora degli animali, dei luoghi, dei fiumi etc. In tutto essa si può manifestare, in quanto tutto è lei, tutto la rappresenta. Terra feconda, come madre, terra spoglia invernale, come vergine: ed è per questo che essa ogni anno ritorna vergine dopo essere stata madre, e viceversa.

venere-willendor-grande-madre2Non è possibile, per brevità di spazio, esaminare tutte le dee femminili dell’area della Grande Madre: esse però si sono rivelate alla filologia religiosa come gemmazioni di quella che nel mondo minoico-miceneo (un mondo a noi Europei vicino), si chiamò la Potnia, la Signora, colei che ha la forza delle cose e risiede nelle cose.

VenusWillendorfPer ora ci basti dire che anche la Madonna cristiana è tutte le Madonne di vario genere che esistono nel culto cattolico. Essa si identifica con tutte, perché da lei derivano e si dipartono. La reduplicazione della sua immagine, come quella della Dea Madre, fa nascere la tipologia delle Madonne delle lacrime, del sorriso, del lago, della sorgente, della stella, del consiglio, della pace, della vittoria … Tutto essa è e tutto le può appartenere. Dalla fenomenologia della Grande Madre si passa a quella della Madonna: tutto si incentra in entrambe. Ed infatti questa, come quella, è il mare, il cielo, la luna, le stelle; è madre, e vergine, è la fonte, è la roccia. In sostanza tutto quello che è natura può appartenere, così come era stato per la Grande Madre, alla Madonna cristiana.

DeaMadre2Nel suo concepimento mitico, la Grande Madre è una figura unica, da ciò il fatto che essa come vergine fa nascere da sé il figlio paredro, con cui si accoppia in una ierogamia che rappresenta il momento della fertilità naturale. Di qui il fatto che alcuni miti discendenti dalla vicenda della Grande Madre e del suo paredro siano apparsi incestuosi, e quindi tragici. Se noi ripensiamo alla nota storia di Giocasta, Laio ed Edipo, vi possiamo ritrovare la mitologia della Grande Madre. Laio è il vecchio paredro che muore; Edipo il nuovo paredro che prende il posto di Laio. Giacché se la Grande Madre rimane sempre se stessa, il paredro muore e rinasce. Giocasta è una Grande Madre che si accoppia con il figlio Edipo perché così vuole il suo mito. Gli Indeuropei, cui appartenevano i greci, non comprendendo più la religiosità della Grande Madre, interpretarono come vicende tragiche gli episodi mitici di coppie che si rifacevano alla trama mitica della Dea primigenia ma nella mitologia mediterranea della Grande Madre non c’è incesto, non c’è quel carattere di tragicità e di delitto che noi oggi saremmo orientati a vedere in questo accoppiamento.

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3 risposte a "Dee e Madonne. Vergini e Madri."

  1. Ciao ti ringrazio per quello che hai detto all’inizio del post e sono felice che ciò che ho scritto su beni culturali ti sia stato da stimolo per condividere con tutti i tuoi articoli. Non serve che ti dica che condivido parola x parola da quanto detto da te finora. Aspetto con interesse la continuazione… A presto, ciao 🙂

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